Voltare pagina e ripartire dai pilastri della competenza, della capillarità sul territorio e del coinvolgimento diretto degli iscritti. Dopo la delicata fase di commissariamento e la successiva nascita della nuova realtà regionale, Federcaccia Friuli Venezia Giulia lancia un chiaro segnale di vitalità, mettendo al centro della sua nuova stagione una massiccia offerta formativa e il rinnovamento delle proprie strutture logistiche.
I primi segnali di questa inversione di tendenza si sono già visti nei mesi scorsi, con una numerosa partecipazione ai corsi per l’abilitazione all’esercizio venatorio. La macchina organizzativa non si è però fermata: a inizio maggio sono partiti i percorsi specifici dedicati alla caccia di selezione e alla caccia tradizionale con cane da seguita, tracciando la rotta per i mesi a venire.
Un calendario fitto fino a autunno inoltrato
Il programma messo a punto dall’associazione coprirà tutto l’anno, toccando diversi nodi strategici della regione, con particolare attenzione alla Carnia:
“La formazione rappresenta uno dei pilastri fondamentali da cui vogliamo ripartire”, ha spiegato il commissario regionale Valter Rotter Berton, tracciando il bilancio del lavoro svolto negli ultimi mesi. L’obiettivo dichiarato è quello di garantire continuità ai servizi e, soprattutto, offrire ai cacciatori punti di riferimento concreti sul territorio.
Nuovi spazi per la comunità venatoria
Il segno tangibile di questo nuovo corso non è solo programmatico, ma anche strutturale. Federcaccia FVG ha infatti annunciato il completamento dei lavori di ristrutturazione della sede di Udine, situata in viale Palmanova 73. Gli spazi, completamente rinnovati, sono tornati operativi e osserveranno i seguenti orari di apertura al pubblico:
Nelle intenzioni dei vertici regionali, la formazione non deve essere vissuta come un mero adempimento tecnico o burocratico per ottenere un’abilitazione, ma come un’importante opportunità di confronto, crescita e partecipazione. La risposta positiva e l’entusiasmo registrati nei primi appuntamenti sembrano confermare che la strada intrapresa sia quella giusta per ricostruire il tessuto federativo della regione.