Il ricordo di Renzo Pasut per Paolo Aita, scomparso dopo una vita condivisa tra amicizia, passione, competizioni e grandi vittorie.

Sono passati due giorni da quando mi hanno avvisato della tua dipartita. Due giorni durante i quali ho continuato a pensare alle tante cose che abbiamo fatto insieme: gli allenamenti con i nostri cani, le selezioni, i campionati in Italia e all’estero e, non ultime, le tante belle giornate di caccia trascorse fianco a fianco.
Nel 1988 mi hai convinto a partecipare insieme a te alle selezioni per il Campionato del Mondo S.Uberto. Fu l’inizio della nostra grande avventura: Francia ’88, Ungheria ’89, Spagna ’90 e poi i Campionati Italiani.
Nel 1989, a Potenza, accadde qualcosa che ancora oggi ricordo con grande emozione: l’allievo superò, almeno momentaneamente, il maestro. Vinsi il Campionato Italiano e tu ne eri felice e orgoglioso quanto me. Era il nostro modo di vivere quella passione: con amicizia, lealtà e una sana competizione.
Nel 1990 iniziò la tua inarrestabile scalata verso quel titolo individuale italiano e mondiale che, per qualche cavillo, sembrava continuare a sfuggirti.
Spagna, 1990, Valladolid.
Io sono secondo nella mia batteria. Tu vinci la tua e accedi al barrage a tre. È ormai tardo pomeriggio e tu sei il terzo a scendere in campo. Lo spagnolo e il francese realizzano una pernice ciascuno. Tocca a te. Il sole è ormai tramontato.
Alì sta lavorando bene. A un certo punto scollina e non ritorna. Anche tu ti porti sopra la collina, ma di Alì non c’è traccia. Se non torna, pensiamo tutti, sicuramente è in ferma.
Il tempo stringe.
Decidi allora di chiamarlo con quel fischio particolare che solo tu usavi e che Alì conosceva perfettamente. Un fischio che voleva dire: “Alì, anche se sei in ferma, vieni a farti vedere”.
Dopo il richiamo, il cane esce da un incolto molto alto e ti viene incontro, lo inviti a riprendere l’azione. Alì, deciso, ritorna sui suoi passi e si rimette in ferma.
Questa volta lo vediamo tutti.
Arrivi e fai concludere l’azione. Parte la pernice. Alì, come suo solito, si siede. La colpisci e ordini immediatamente il riporto. È quasi buio.
Alì riporta alla mano e si siede, come sempre.
È un’ovazione.
In quel momento non c’era soltanto un cane che aveva eseguito perfettamente il suo lavoro: c’era un grande connubio tra cane e cacciatore, fatto di conoscenza, fiducia e complicità.
Era fatta.
Vincevi il tuo primo Campionato del Mondo individuale e, insieme, conquistavamo anche il primo posto a squadre.
Campobasso, novembre 1991.
Campionato Italiano individuale, a squadre e Campionato Femminile.
Grande successo della nostra rappresentativa FIDC del Friuli Venezia Giulia. Vinciamo il titolo a squadre con Paolo Aita, Renzo Pasut, Giacomo Ridolfi e Diego Paschetto. Tu vinci anche il titolo individuale e la professoressa Ida Salierno conquista il Campionato Femminile.
Fu una grande festa, resa ancora più bella dalla notizia che arrivava dal Friuli: il referendum regionale sulla caccia, che si svolgeva proprio quel giorno, non aveva raggiunto il quorum.
Eri il nostro capitano.
Un eccellente organizzatore in regione e un ottimo capitano in trasferta. Grazie a te, la rappresentativa FIDC del Friuli Venezia Giulia era considerata e rispettata ovunque andasse.
Paolo, per me sei stato molto più di un compagno di gare.
Sei stato un grande uomo, un grande amico e un grande maestro.
Porterò sempre con me i ricordi delle nostre avventure, delle nostre vittorie, delle giornate trascorse insieme e, soprattutto, della nostra amicizia.
Grazie di tutto, Paolo.
Mandi.
Renzo Pasut